Presentazione

 

 

L'indagine Italiano 2000 è stata promossa dal Ministero  degli Affari Esteri, Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale, Ufficio I, e affidata, a partire dal 2000, alla direzione del  prof. Tullio De Mauro tramite una convenzione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell'Università di Roma ‘La Sapienza’.

La direzione scientifica del progetto, soprattutto dopo l'assunzione di incarichi di governo da parte del prof. De Mauro, si è avvalsa di un gruppo di lavoro costituito dal prof. Massimo Vedovelli, dalla dott.ssa Monica Barni e dal dott. Lorenzo Miraglia, operanti presso il Centro CILS – Certificazione di Italiano come Lingua Straniera dell'Università per Stranieri Siena.

Il gruppo di lavoro, coordinato dal prof. Vedovelli e in costante collegamento con il Direttore dell’indagine, ha definito ipotesi, oggetti, metodologie e strumenti di lavoro[1]. Il principale fra questi è stato un questionario elaborato in formato elettronico, che è stato presentato alla prima riunione dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, tenutasi a Roma presso il Ministero degli Affari Esteri nei giorni 27 - 28 luglio 2000.

 

L'obiettivo di Italiano 2000 è stato di raccogliere dati sugli interventi per la diffusione della lingua italiana nel mondo, con particolare riferimento alle caratteristiche, alle motivazioni e ai bisogni formativi dei pubblici dell'italiano L2; ai tratti metodologici dell'offerta formativa; al quadro generale delle condizioni per lo sviluppo della nostra lingua nel mondo.

Dati questi obiettivi generali, Italiano 2000 si collega idealmente a tutte le altre indagini che, a partire da quella realizzata alla fine degli anni '70 dall'Istituto per l'Enciclopedia Italiana e diretta dal prof. Ignazio Baldelli, hanno cercato di definire le condizioni e il destino della nostra lingua diffusa fra gli stranieri.

La più forte spinta alla realizzazione di Italiano 2000 è stata la consapevolezza dell'esistenza di una serie di indizi, non solo di tipo linguistico-culturale, che portano a ipotizzare l'esistenza di forti cambiamenti strutturali nei pubblici e nelle motivazioni allo studio della nostra lingua, così come nelle funzioni per le quali questa viene insegnata e appresa nel mondo. La necessità di superare la fase degli indizi non sistematici e di raggiungere una conoscenza organicamente strutturata su tale materia è apparsa una condizione di possibilità per poter delineare e mettere in atto interventi istituzionali che, a più livelli, possano contribuire alla più efficace diffusione dell'italiano nel mondo. Questa necessità è tanto più accentuata se si considera che ci si trova in un momento in cui le spinte alla planetarizzazione dei processi economici e sociali ha profonde conseguenze anche sul piano culturale e perciò linguistico, determinando le condizioni di possibilità per la sopravvivenza stessa delle lingue e delle civiltà ad esse connesse.

Alla luce delle motivazioni che hanno portato alla sua realizzazione, Italiano 2000 ha avuto una funzione innanzitutto di servizio, nell'obiettivo di fornire i dati più aggiornati e sistematici sull'italiano nel mondo: i suoi principali destinatari, in questa prospettiva, sono proprio le agenzie culturali e formative istituzionali, così come tutti i soggetti che concorrono in maniera diretta o indiretta alla messa in atto di interventi che comportano conseguenze sulla diffusione dell'italiano nel mondo.

I destinatari principali dei risultati di Italiano 2000 sono stati, però, anche le sue prime fonti di informazione. Gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, infatti, sono stati i testimoni privilegiati dell'indagine, i mediatori nella raccolta dei dati relativi, oltre che alle proprie iniziative, anche alle altre agenzie culturali nei paesi di pertinenza e ai destinatari finali di ogni intervento: i singoli stranieri che sono spinti a entrare in contatto sistematico con la nostra lingua / cultura tramite un processo di apprendimento.

Il questionario elettronico è stato inviato a tutti gli Istituti Italiani di Cultura, alle Ambasciate e alle sedi consolari italiane nel mondo a partire dall'agosto 2000. I dati sono stati raccolti da quel momento e sono cominciati a pervenire al gruppo di lavoro, presso l'Università per Stranieri di Siena dalla fine di settembre dello stesso anno. La mole delle informazioni da reperire ha impegnato notevolmente tutti i destinatari, che hanno continuato a inviare dati fino al mese di febbraio 2001 (e in alcuni casi anche oltre).

I risultati sono stati elaborati statisticamente a partire dal febbraio 2001; il rapporto definitivo è stato realizzato nell'estate del 2001.

Oltre alla rilevazione tramite il questionario elettronico, Italiano 2000 ha sondato un altro importantissimo aspetto della diffusione dell’italiano fra stranieri: i materiali didattici. Anche su questa materia, infatti, sono notevoli i cambiamenti manifestatisi negli ultimi quindici anni a tutti i livelli della complessa struttura dell’industria culturale entro la quale si colloca la loro produzione. La ricognizione sui materiali didattici dell’italiano per stranieri è stata realizzata all’interno del Centro CLUSS dell’Università per Stranieri di Siena, sotto la direzione della prof.ssa Marina Catricalà.

Consapevoli della non lieve entità dell'onere costituito da Italiano 2000, intendiamo ringraziare gli Istituti Italiani di Cultura e le altre strutture coinvolte dall'indagine per l'impegno e la dedizione profusa nella realizzazione di una iniziativa conoscitiva promossa dallo Stato italiano. Abbiamo avuto la conferma dell’esistenza di una realtà complessa, diversificata, variegata eppure ricca di opportunità, di iniziative; sempre vivace e mai piatta. Il nostro auspicio è che da questa esperienza, che ha sicuramente arricchito noi che l'abbiamo gestita, derivi una ancora maggiore ricchezza per tutti coloro che vi hanno partecipato. Riteniamo che tutti i soggetti che operano nel settore dell'italiano diffuso fra stranieri (Istituti Italiani di Cultura, Università in Italia e all’estero, scuole, agenzie formative e culturali) condividano tensioni e dinamiche, problemi e patrimoni che mostrano molti tratti comuni, oltre a quelli specifici delle singole società entro le quali il singolo si trova ad operare. La consapevolezza di questo destino comunemente condiviso, nelle ricchezze e nelle problematicità, è già un punto di riferimento che aiuta ad evitare l'isolamento e che consente di riannodare più stretti legami con l'identità linguistica e culturale italiana e con quelle dei paesi nei quali l'italiano e le comunità italiane sono presenti.

 

Roma – Siena, luglio 2001



[1] Tutte le parti del presente rapporto di ricerca sono state progettate, discusse  e revisionate in comune. La responsabilità della stesura dei singoli capitoli va attribuita nel modo seguente: M. Vedovelli capp. 2, 3 (ad eccezione dei §§ realizzati da M. Barni), 4, 5, 8, 9; M. Barni cap. 3: §§ 3.3.1, 3.3.2, cap. 7; L. Miraglia cap. 6. Sono opera del dott. L. Miraglia l'elaborazione informatica degli strumenti di rilevazione e il progetto informatico e la realizzazione del CD-Rom interattivo. è opera del dott. R. Gambassi il trattamento statistico dei dati.