8. Analisi generale dei dati di Italiano 2000

 

 

 

8.7 Un’ipotesi interpretativa

 

La realtà della diffusione dell’offerta di formazione in italiano L2, se esaminata più da vicino, ci sembra attraversata da una frattura netta. Un quarto degli IIC vede diminuire gli studenti. Più di un terzo diminuisce il numero dei propri corsi. Il 45% diminuisce il numero dei docenti, con evidenti riflessi sulle possibilità di occupazione di chi, in Italia e all’estero, si forma per diventare docente di italiano L2.

Abbiamo, pertanto, una situazione attraversata nettamente da una frattura: una parte appare in regresso, una parte in forte crescita. Il dato iniziale, in altri termini, è ingannevole, perché può far credere che in tutto il mondo, in tutta la rete degli IIC si manifesti una tendenza positiva all’aumento degli studenti: invece la situazione è variabile, la superficie del mondo linguistico dell’italiano L2 è corrugata, l’aumento di un terzo del numero degli studenti iscritti ai corsi è solo una misura media. Questa nasconde le situazioni di crisi: se riprendiamo l’immagine del bambino che potrebbe star male e alla cui fronte appoggiamo la mano per sentire se ha la febbre; ebbene, se ci fermiamo a questa prima impressione, rimaniamo ingannati perché ci sembra che nel bambino tutto vada bene. In realtà, da qualche parte c’è sofferenza.

Il dato generale che abbiamo mostrato per primo, cioè che il numero degli studenti dal 1995 al 2000 è aumentato di un terzo, in realtà sarebbe stato ancora più positivo se gli IIC che hanno visto perdere studenti avessero almeno mantenuto le loro posizioni.

Immaginiamo una realtà virtuale: come sarebbe la situazione dell’italiano nel mondo se non ci fosse stata la perdita di studenti in un certo numero di IIC, e quindi se la tendenza positiva si fosse distribuita omogeneamente in tutto il mondo. Il grafico n. 3 mostra la realtà virtuale dell’italiano L2 se non ci fosse stata la perdita dei più di 6.000 studenti in 24 IIC.

 

 

Grafico n. 3 – Dati reali e dati virtuali sul numero di iscritti ai corsi degli IIC

 

 

Di fronte a una situazione così nettamente divaricata è necessario porci diversi interrogativi: in queste situazioni locali entra in crisi il ‘sistema Italia’, che non attira più gli stranieri? L’offerta formativa ha poche risorse? Le condizioni locali vedono l’italiano schiacciato dalla concorrenza delle altre lingue? Le costrizioni legislative o le situazioni socioeconomiche locali non lasciano spazio all’italiano?