8. Analisi generale dei dati di Italiano 2000

 

 

 

8.4 Il numero dei corsi di italiano L2 organizzati dagli IIC

 

Per delineare meglio il senso del dato in aumento relativo agli studenti stranieri dei corsi di italiano L2 esaminiamo altri fattori che caratterizzano in modo strutturale gli interventi degli IIC. Il primo è costituito dal numero dei corsi organizzati.

Nel 1995 i corsi organizzati furono 2346; nel 2000 sono stati 3684, con un aumento di +1338 corsi (+ 57%).

 

Grafico n. 2 – Andamento dei corsi e del numero dei docenti presso gli IIC

 

 

 

Tali cifre da un lato confermano la solidarietà dei legami fra il numero di studenti che si iscrive ai corsi e il numero dei corsi organizzati dagli IIC, ma indica anche lo svilupparsi di un rapporto tra numero studenti e numero corsi che appare più favorevole agli studenti: questi, infatti, non vengono addensati nelle classi. Il numero di corsi aumenta percentualmente più del numero degli studenti e ciò implica che le classi aumentano avendo mediamente un numero minore di allievi, a tutto favore della correttezza della metodologia glottodidattica: o meglio: in presenza di condizioni favorevoli strutturalmente per la messa in atto di interventi corretti sul piano della metodologia glottodidattica.

Nel 1995, infatti, il rapporto studenti – corsi era di 14 studenti per corso, cifra che già rientra in un corretto quadro di intervento glottodidattico. Nel 2000 tale rapporto scende a 12,4 studenti per corso, rendendo ancora più favorevole il contesto formativo, che appare sempre più capace di accettare interventi vicini alle proposte glottodidattiche orientate verso la personalizzazione dei percorsi formativi e il lavoro per piccoli gruppi. Tali caratteristiche sono quelle che i modelli glottodidattici recenti individuano come ottimali per lo sviluppo di una buona offerta formativa: si tratterà di vedere se questo fatto puramente quantitativo, ovvero il numero medio ottimale di studenti per corso, si accompagni a contenuti e a modalità corretti sul piano glottodidattico.

Le cifre presentate ci possono spingere, comunque, a fare l’ipotesi che proprio tali caratteri dell’offerta formativa costituiscano fattori che spingono alla scelta, da parte degli stranieri, dell’italiano piuttosto che di altre lingue, nel caso che queste si presentino con corsi più affollati e perciò con situazioni didattiche meno favorevoli contestualmente all’apprendente. L’ipotesi non va scartata (la riprenderemo più avanti per approfondire la sua analisi) se consideriamo che, come già esposto ai § § 8.16 e 8.17, non sempre gli IIC si trovano ad avere quelle risorse tecnologiche che a livello glottodidattico sono a disposizione delle strutture che diffondono internazionalmente altre lingue. A fronte di una disponibilità non eccessiva di risorse vanno considerati, dunque, altri fattori come capaci di far convergere verso l’italiano le scelte degli stranieri. Se teniamo presente, inoltre, il grande sforzo di aggiornamento che ha caratterizzato il generale sistema della formazione in Italia e la sua capacità di riverberarsi sull’italiano L2, tramite la professionalità dei docenti e le implicazioni positive che ne derivano, appare ancor più fondata l’idea dell’attrattività glottodidattica della nostra lingua non tanto a causa della caratterizzazione tecnologica delle strutture, quanto per la qualità dell’impegno glottodidattico messo in atto dalle strutture e dai docenti a favore dell’apprendente[1].



[1] Dell’alto livello qualitativo della professionalità dei docenti di italiano L2 abbiamo discusso nei §§ 8.12-8.15.