8. Analisi generale dei dati di Italiano 2000

 

 

 

8.1 Premessa

 

Ci sembra doverosa una premessa nel presentare i dati quantitativi ricavati con il questionario di Italiano 2000. In generale, ogni cifra, ogni dato quantitativo può essere interpretato come se costituisse una classifica, una graduatoria indicante i più bravi e i meno bravi, i più impegnati e i meno impegnati. In realtà, presentiamo i dati quantitativi innanzitutto con l’intento di evitare graduatorie e giudizi di valore sulla qualità delle azioni degli IIC: le cifre, i dati sono per noi la manifestazione quantitativamente determinata delle situazioni in cui gli IIC operano. Le caratteristiche sociali, economiche, culturali, legislative dei territori sui quali insistono gli IIC si concretizzano in cifre che globalmente, attraverso gli indicatori ai quali si riferiscono i dati, rimandano al complesso gioco dei fattori che caratterizzano le condizioni entro i quali si trovano ad operare gli IIC. In questo senso, le cifre e le interpretazioni che ne diamo non rimandano direttamente agli IIC, ma indicano gli IIC come il luogo finale dove convergono i fattori che definiscono il sistema socio-economico-culturale nel quale viene proposta l’offerta di formazione in italiano L2.

A tali fattori, per evitare di cadere nel tranello di un quadro idillico delle situazioni, occorre aggiungere i condizionamenti relativi alle diverse legislazioni locali in materia di formazione, di contatto con le altre lingue e culture: le leggi locali agiscono in termini di vincoli alle possibilità di azione degli IIC e degli altri soggetti, i quali sono comunque assoggettati, nella loro possibilità di movimento, al quadro normativo italiano.

Il concorso di tutti questi fattori implica una diversa possibilità di penetrazione dell’azione degli IIC nelle società locali, e gradi diversi di accettazione dei modelli sociali e culturali italiani. Tutto ciò influenza la visibilità sociale degli IIC e degli altri soggetti, e, inserendo l’offerta di formazione centrata sulla lingua / cultura italiana entro le situazioni socioeconomiche e legislative locali, fa dipendere i suoi effetti dall’interazione con queste.

Ci sia consentita ancora una precisazione di tipo metodologico, apparentemente ovvia, sulle cifre e sul loro valore autoesplicativo[1]. Nell’analisi di valori numerici, molto dipende dal punto di vista. Ci spieghiamo meglio: ad esempio, dire che il 53% delle persone usa il telefono significa affermare contemporaneamente che il 47% non lo usa. Potrebbe sembrare un’osservazione banale, ma in realtà siamo consapevoli che un dato di tal genere può suscitare reazioni uguali e contrarie. Se vogliamo sapere quante sono le persone che in assoluto usano il telefono, il 53% è un dato importante; se invece stiamo analizzando le richieste di informazioni turistiche attraverso il telefono e diciamo che il 53% delle persone usa il telefono per ricevere informazioni, il dato è meno importante se non si analizza il restante 47%. Inoltre, potrebbe essere più importante un 35% rispetto ad un valore maggiore, se gli altri strumenti usati risultassero singolarmente non superiori al 10-12%.

In altre parole, l’analisi delle risposte e soprattutto degli incroci non ha e non può essere un valore assoluto, bensì un valore relativo al ‘peso’ ed al ‘modo’ che si attribuisce alle une rispetto alle altre. La consapevolezza della non rigidità delle interpretazioni deve accompagnarci soprattutto quando gli scarti fra i vari dati si riducono a misure limitate. Baldelli (1986: 66) afferma che “2/3 dei rispondenti hanno almeno un parente che già conosce l’italiano… 2/5 presenza di italofoni tra i familiari dei discendenti”, e ancora che circa il 50% (66 e 40) degli studenti di italiano è motivato dal fatto che in famiglia c’è qualcuno che parla l’italiano. Questo è un caso esplicito in cui si potrebbe dare un’interpretazione esattamente contraria rispetto all’affermazione di partenza.

Date queste premesse sulla complessità delle interpretazioni delle cifre, soprattutto quando queste presentano situazioni i cui confini spesso si sovrappongono e si intrecciano a confondersi in aree di sfumata definizione, qui di seguito presentiamo innanzitutto i dati generali relativi agli studenti, ai corsi e ai docenti impegnati nelle attività di formazione linguistica organizzate e/o gestite dagli Istituti Italiani di Cultura all’estero. La presentazione dei dati relativi all’anno 1999-2000 è accompagnata dal confronto con i risultati della rilevazione più recente in nostro possesso, svolta sugli stessi oggetti e relativa alla situazione nel 1995 (Ministero degli Affari Esteri, 1996). Nelle tabelle di comparazione 1995-2000 sono stati presi in considerazione solo gli Istituti che erano presenti in entrambe le indagini: ciò significa che i dati di Italiano 2000 presentati nelle tabelle di comparazione con l’indagine MAE sono sicuramente diversi dai totali acquisiti nella rilevazione del 2000. Questi ultimi vengono presentati nella loro forma assoluta quando non si tratta di proporre confronti con altre rilevazioni.

La presentazione dei dati generali, complessivi, estesi sull’intero universo degli IIC presi in considerazione da Italiano 2000 risponde, a nostro avviso, alla più immediata curiosità di vedere come va l’italiano nel mondo nel suo complesso, com’è il suo stato di salute. Come si può avere una prima impressione sullo stato di febbre appoggiando la mano sulla fronte di un bambino, così possiamo vedere se l’italiano sta bene o sta male, va o non va, semplicemente considerando alcuni fenomeni: il numero degli studenti degli IIC, il numero dei corsi da questi organizzati, il numero dei docenti. Per sentire se davvero il bambino ha la febbre e qual è precisamente la temperatura, e per capire che cosa fare, si deve prendere il termometro e mettere in atto una serie di procedure di misurazione e di interpretazione. Così faremo noi in questa presentazione: il dato immediato, generale, globale può dare solo una prima impressione. Per capire come sta davvero l’italiano nel mondo, se e dove soffre, se e dove sta bene, dobbiamo superare la dimensione del dato globale e scendere più in profondità secondo una procedura analitica e interpretativa.

In questa presentazione le cifre globali sono seguite da dati analitici che disaggregano il quadro generale considerando innanzitutto i legami reciproci fra alcuni fattori presi in esame e come questi fattori si presentano nelle diverse macroaree geografiche.

Si procederà, pertanto, dal generale verso il particolare, costituito dalla situazione di singole aree, intendendo con ciò sia i territori sui quali insistono gli individuali IIC, sia le grandi aree geografiche unificate anche da altri tratti: la comunanza o vicinanza di lingua, la comunanza di condizioni culturali.

La presentazione dei dati generali e di quelli analitici accompagnata da tabelle e grafici, per giustificare e rendere più evidenti le affermazioni. Seguono commenti interpretativi, il più delle volte legati ai singoli dati, ai fenomeni individualmente presi in considerazione nell’analisi; l’insieme dei commenti interpretativi contribuirà progressivamente a dare il quadro interpretativo generale: a tale momento finale, nel § 10, affidiamo il compito di dirci qual è il vero stato di salute dell’italiano nel mondo.



[1] Ritorniamo sulle questioni metodologiche svolte nel § 6 per sottolinearne la rilevanza ai fini di una corretta interpretazione dei dati e l’attenzione posta a tali questioni nell’indagine Italiano 2000.