7. I dati del questionario: le risposte degli Istituti Italiani di Cultura

 

 

7.1 Premessa

 

Scopo del questionario realizzato per l’indagine Italiano 2000 era avere una mappatura il più possibile dettagliata delle attività svolte dai soggetti istituzionali che si occupano della diffusione e dell’insegnamento della lingua italiana nel mondo. Il principale insieme di soggetti istituzionali che abbiamo analizzato è rappresentato dagli Istituti Italiani di Cultura.

Oggetto dell’indagine Italiano 2000 era la lingua italiana. Tutte le informazioni richieste riguardavano esclusivamente questo oggetto e le azioni svolte per la sua diffusione: dalla domanda all’offerta formativa, alle azioni intraprese per far conoscere l’offerta. Non erano pertinenti alla nostra indagine, pertanto, e non sono state prese in considerazione altre iniziative legate soprattutto alla diffusione della cultura intellettuale italiana nel mondo. Pensiamo a quel settore di attività legate ai settori artistico, letterario, musicale che comprende esposizioni, mostre e altre manifestazioni, concerti, spettacoli, rassegne cinematografiche, presentazioni di libri, conferenze, convegni, che sono pure un fondamentale settore di attività dei soggetti istituzionali che si occupano della diffusione della mostra lingua e cultura nel mondo, primi fra tutti gli Istituti Italiani di Cultura.

Come abbiamo detto nel § 6.7, il questionario è composto da 30 item. Alcuni prevedono risposte di tipo quantitativo (ad esempio, il numero dei corsi, il numero degli studenti ecc.). Altri item indagano aspetti di tipo qualitativo (ad esempio, le motivazioni all'apprendimento dell'italiano). Analizziamo qui di seguito gli item del questionario che prevedono come risposte dei dati numerici[1].

 

 

7.2 Anno al quale fanno riferimento i dati

 

In questo item si è chiesto agli informanti l’anno di riferimento dei dati. La maggior parte degli Istituti Italiani di Cultura ha inviato dati relativi all’anno 1999; altri hanno fatto pervenire dati relativi al 2000. Pur tenendo conto di tale lieve discrepanza, i risultati di Italiano 2000 rappresentano la più aggiornata ricognizione sulla nostra lingua / cultura, e sono stati messi a confronto, fatte salve le avvertenze al proposito già ampiamente esposte, con quelli di indagini precedenti, soprattutto con la rilevazione condotta dal Ministero degli Affari Esteri nel 1995.

 

 

7.3 Tipo di istituzione

 

In questo item dovevano esseri indicati i dati identificativi del soggetto rispondente: la denominazione esatta, la sede, l’indirizzo postale, il numero di telefono e fax, l’indirizzo di posta elettronica. Lo scopo era ottenere una base di dati quanto più possibile completa e precisa dei soggetti istituzionali che operano all'estero per la promozione della lingua italiana. Anche con questa apparentemente banale informazione Italiano 2000  mostra la sua principale funzione di strumento di servizio: non si creda, infatti, che le variazioni di indirizzo, telefono ecc. che riguardano i soggetti istituzionali operanti all’estero siano facilmente reperibili nella loro forma più aggiornata. Ciò dipende, innanzitutto, dalla complessità del loro sistema e dalla loro ampia distribuzione, che può rendere difficile la diffusione degli aggiornamenti a tutti i soggetti eventualmente interessati a entrarvi in contatto.

Come abbiamo precisato, stiamo analizzando i dati relativi agli Istituti Italiani di Cultura (d’ora in poi denominati IIC). Il questionario è stato inviato nell’agosto 2000 a 90 sedi che facevano allora parte della rete degli IIC (l'elenco è stato fornito ufficialmente dal Ministero degli Affari Esteri)[2]. Come si può vedere dalla tabella n. 1, le 90 sedi sono dislocate in 59 paesi in tutti i continenti. In Europa (UE e non UE) sono presenti 51 IIC, in Africa 8, in America 18, in Asia 11 e in Oceania 2.

Hanno risposto al questionario 63 IIC sui 90 ai quali era stato inviato, corrispondenti al 70% del totale. Altri 12 IIC, il 13,3% del totale, hanno comunicato che non organizzano corsi di italiano. Da 15 IIC, il 16,7% del totale, non è pervenuto nessun tipo di informazione sui corsi. Alcuni fra questi ultimi hanno comunicato la loro impossibilità a rispondere al questionario adducendo motivi che vanno dalla mancanza di personale capace di adempiere a questo compito a un consapevole e motivato rifiuto a svolgerlo. Altri IIC non hanno nemmeno mai risposto, nonostante le sollecitazioni ricevute sia da parte del Ministero degli Affari Esteri sia di chi ha svolto l'indagine.

Pertanto, il quadro che possiamo delineare attraverso i dati non copre completamente la rete degli IIC nel mondo. Tra i paesi africani del Maghreb non abbiamo dati dalla Libia (IIC di Tripoli) e dal Marocco (IIC di Rabat). Fra gli IIC dell’Asia mancano i dati relativi alla Cina (IIC di Pechino), mentre sono completi quelli relativi alle sedi in Medio Oriente. Nell’Europa dell’Est sono completamente scoperti alcuni paesi come l’Ungheria (IIC di Budapest), la Polonia (IIC di Cracovia e Varsavia), la Slovenia (IIC di Lubiana). In Europa non sono pervenuti dati completi dalla Germania (IIC di Amburgo e Stoccarda), dall’Austria (IIC di Innsbruck) e dalla Spagna (IIC di Barcellona). Sono completi i dati relativi al Nord America, mentre in Sud America non sono pervenuti dati dal Guatemala (IIC di Città del Guatemala) e dall’Uruguay (IIC di Montevideo); non sono completi i dati dal Brasile (manca l’IIC di Rio de Janeiro).

Hanno risposto che non organizzavano corsi di italiano negli anni 1999 o 2000 (con le motivazioni già esposte in § 6.9) gli IIC in Etiopia (Addis Abeba), in Giappone (Kyoto), in Russia (Mosca e San Pietroburgo), in Croazia (Zagabria), in Germania (Francoforte), in Lussemburgo, in Svezia (Stoccolma), in Svizzera (Zurigo) e a Malta. In America non si organizzano corsi in alcune sedi negli Stati Uniti (IIC di Washington) e in Argentina (IIC di Buenos Aires).


 

Tabella n. 1 - Quadro riassuntivo degli IIC coinvolti nell'indagine Italiano 2000

 

IIC

 

hanno risposto che

non hanno risposto

fanno corsi

non fanno corsi

 

Africa

 

Addis Abeba

 

Nairobi

 

 

Pretoria

 

 

 

 

 

Asia

Jakarta

 

 

 

Kyoto

 

New Delhi

 

 

 

 

Pechino

Seoul

 

 

Singapore

 

 

Tokyo

 

 

Australia

Melbourne

 

 

Sydney

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Europa (non UE)

Ankara

 

 

Belgrado

 

 

Bucarest

 

 

Bratislava

 

 

 

 

Budapest

 

 

Cracovia

Istanbul

 

 

 

 

Kiev

 

 

Lubiana

 

Mosca

 

Praga

 

 

 

San Pietroburgo

 

Sofia

 

 

Tirana

 

 

 

 

Varsavia

Vilnius

 

 

 

Zagabria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Europa (UE)

 

 

Amburgo

Amsterdam

 

 

Atene

 

 

 

 

Barcellona

Berlino

 

 

Bruxelles

 

 

Colonia

 

 

Copenaghen

 

 

Dublino

 

 

Edimburgo

 

 

 

Francoforte

 

Grenoble

 

 

Helsinki

 

 

 

 

Innsbruck

 

La Valletta

 

Lille

 

 

Lione

 

 

Lisbona

 

 

Londra

 

 

 

Lussemburgo

 

Madrid

 

 

Marsiglia

 

 

Monaco di Baviera

 

 

Oslo

 

 

Parigi

 

 

Salonicco

 

 

Siviglia

 

 

 

 

Stoccarda

 

Stoccolma

 

Strasburgo

 

 

Vienna

 

 

Wolfsburg

 

 

 

Zurigo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Maghreb

Algeri

 

 

Il Cairo

 

 

 

 

Rabat

 

 

Tripoli

Tunisi

 

 

 

 

Medio Oriente

Beirut

 

 

Damasco

 

 

Haifa

 

 

Tel Aviv

 

 

 

 

 

Nord America

Chicago

 

 

Los Angeles

 

 

Montreal

 

 

New York

 

 

San Francisco

 

 

Toronto

 

 

Vancouver

 

 

 

Washington

 

 

 

 

 

 

Centro e Sud America

Bogotà

 

 

 

Buenos Aires

 

Caracas

 

 

Cordoba

 

 

 

 

Città del Guatemala

Città del Messico

 

 

Lima

 

 

 

 

Montevideo

 

 

Rio de Janeiro

San Paolo

 

 

Santiago del Cile

 

 

 

63

12

15

 

 

 

7.4 Personale

 

Si chiedeva in questo item di indicare il numero complessivo delle persone che lavorano nell’istituzione, anche se non impiegati a tempo indeterminato. Hanno risposto a questa domanda tutti e 63 gli IIC. Complessivamente in questi IIC lavorano 717 docenti e 290 non docenti. Il rapporto fra personale docente e non docente è di 1 contro 2,5 circa.

La variazione all’interno dei dati è molto alta e si manifesta soprattutto nel personale docente: si passa da IIC che hanno un solo uno o due insegnanti fino a IIC che ne hanno 88. Anche all’interno del personale non docente la variazione è alta: la fascia di escursione va da 0 a 20.

Tabella n. 2 - Personale degli IIC

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

63

Personale docente

1

88

717

Personale non docente

0

20

290

 

 

 

7.5 Natura organizzativa dei corsi di italiano a stranieri

 

Si chiedeva in questo item di indicare le eventuali diverse modalità di organizzazione dei corsi, cioè se i corsi vengono organizzati e gestiti direttamente dall’IIC o se la loro gestione viene affidata a enti terzi (scuole, società, cooperative di insegnanti). Infatti, talvolta gli IIC preferiscono affidare in appalto l’organizzazione dei corsi a organismi locali. Si avvalgono di questa possibilità IIC in Europa (Colonia, Grenoble, Lille, Marsiglia, Monaco di Baviera, Praga, Vienna), in Asia (Beirut, Jakarta), in America (San Francisco).

Si chiedeva inoltre di indicare se l’IIC organizza corsi per conto di altri soggetti (università, scuole, associazioni locali ecc.).

Hanno risposto a questo quesito 63 IIC. La maggior parte dei corsi sono organizzati in proprio dall’IIC, mentre 1/5 dei corsi sono gestiti da altri soggetti per conto dell’IIC.

Anche in questo caso si nota una forte variazione fra i dati: ad esempio, si passa da IIC che non organizzano nessun corso di italiano in proprio a IIC che ne organizzano ben 396 in un anno. La stessa situazione si verifica per i corsi gestiti da altri soggetti per conto degli IIC.

Sono molto rari i casi in cui un IIC organizza dei corsi per conto terzi. Questo dato mostra che gli IIC hanno difficoltà ad essere nel mercato della formazione sviluppando tutte le funzioni che in questo possono trovare luogo: ad esempio, quella di gestore di iniziative per altri soggetti. Le precondizioni perché questo possa accadere sono diverse: è necessario avere strutture, attrezzature e personale in grado di sostenere il conseguente carico di lavoro; è indispensabile che le strategie informative siano in grado di raggiungere i potenziali committenti; occorrerebbe sviluppare efficaci strategie di conquista di fette di mercato specifiche; occorre essere pronti a rispondere a specifiche richieste che possono non essere in sintonia con il tipo di proposta formativa abituale.

 

 

 

Tabella n. 3 - Organizzazione dei corsi

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

63

Corsi organizzati in proprio

0

396

2834

Corsi organizzati per conto terzi

0

20

55

Corsi gestiti da altri soggetti per conto dell'IIC

0

157

659

Corsi di altra natura

0

84

134

 

 

 

7.6 Sede dei corsi

 

Scopo di questo item era individuare la sede in cui vengono organizzati i corsi (se all’interno o all’esterno dell’IIC): questo dato fornisce la misura della mole di offerta formativa che l’IIC può gestire in termini di strutture.

Dall’analisi delle risposte date risulta che la stragrande maggioranza dei corsi sono tenuti all’interno della sede stessa dell’IIC. Questo significa che molti IIC sono dotati di locali da utilizzare per questo scopo. Anche qui, però, la variazione è molto alta. Si passa dall’IIC che non organizza nessun corso perché non ha lo spazio sufficiente a IIC che hanno tanto spazio all’interno della propria sede da attivare centinaia di corsi in un anno. Ci sono poi IIC che, pur non essendo dotati di spazi, si appoggiano ad altri enti e riescono ad organizzare anche 94 corsi in un anno. Ovviamente, il dato sulla sede materiale va integrato con quelli sul tipo di organizzazione per spiegare il numero di corsi attivati.

 

 

Tabella n. 4 - Sede dei corsi

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

63

Corsi di italiano tenuti nella propria sede

0

396

3391

Corsi di italiano tenuti fuori dalla propria sede

0

94

275

 

 

 

7.7 Corsi di lingua italiana

 

 

Questa sezione rappresenta il nucleo centrale del questionario e ha lo scopo di evidenziare informazioni non solo di tipo numerico, ma anche di tipo qualitativo riguardo all’offerta di corsi di italiano proposta dagli IIC e alla risposta che viene data da parte del pubblico. È richiesto agli IIC di fornire una descrizione quantitativa dei corsi di lingua italiana da loro organizzati: il numero dei corsi, degli studenti, delle ore settimanali e di quelle totali, e il numero dei livelli nei quali sono suddivisi i vari corsi. Scopo dell’indagine era non solo avere dei dati numerici generali, ma cercare di delineare una mappa il più possibile dettagliata dell’offerta proposta dagli IIC. Per questo motivo le stesse informazioni sono state richieste suddividendo i corsi in quattro categorie in base all’età dei loro potenziali utenti: bambini, adolescenti, adulti e terza età. In questo modo è stato subito possibile comprendere se la fascia di età del pubblico potenziale è considerata dagli IIC come fattore decisivo per iversivicare l’offerta o se invece considerano come destinatario primario dell’offerta di italiano solo alcune fasce di pubblico, o addirittura solo una.

Inoltre, sempre allo scopo di ottenere una fotografia il più possibile precisa dell’offerta, si è operata una distinzione in base alla tipologia dei corsi. Per prima cosa, per ciascuna categoria di utenti si sono richieste informazioni sui corsi di italiano generale. Per corsi di italiano generale intendiamo quei corsi che presentano una duplice caratteristica: essere rivolti ad una utenza generica, nel senso che non è marcata sul piano sociale e di età, che non è motivata all’apprendimento dell’italiano da esigenze specifiche di spendibilità sociale immediata; avenre come oggetto di apprendimento la lingua nella sua dimensione comunicativa quotidiana, non marcata da usi particolari. Poi, ove possibile, si è cercato anche di individuare un’eventuale offerta differenziata per tipologia di corso in base al contenuto dell’insegnamento: i linguaggi settoriali, o un aspetto della cultura italiana, o una particolare abilità linguistico – comunicativa, come ad esempio l’ascolto o la lettura, o un particolare aspetto del sistema, come il lessico o la grammatica.

 

 

 

7.7.1 Corsi per bambini

 

 

La prima tipologia di pubblico su cui abbiamo richiesto informazioni è rappresentata dai bambini. Per questa fascia di pubblico avevamo ipotizzato la potenziale organizzazione di corsi di italiano generale. Inoltre nel questionario era presente una sezione relativa ai corsi di sostegno scolastico, soprattutto pensando ai paesi a forte emigrazione italiana, dove questa necessità è particolarmente sentita (ad esempio la Germania). Questo tema è stato toccato solo incidentalmente in quanto non è di pertinenza degli IIC, ma di quei soggetti che in base all’art. 636 del decreto 297/94 organizzano attività linguistico-culturali per i figli degli emigrati italiani.

Sono in numero estremamente ridotto (6) gli IIC che considerano come destinatari della loro offerta i bambini e che organizzano per loro corsi di italiano generale. In totale, in tutto il mondo per questa fascia di pubblico ci sono 43 corsi e i bambini che li frequentano sono 403. La maggior parte dei corsi sono concentrati in un solo IIC che ne organizza 18 per 120 alunni. Molto varia è sia la distribuzione di ore all’interno della settimana (da solo 1 a 9) e la durata dei corsi (da 22 ore a 297, corrispondenti a 33 settimane di corso), sia anche la suddivisione in livelli di lingua insegnata (da un solo livello a 6 livelli).

 

Tabella n. 5 – Corsi di italiano generale per bambini

 

N. minimo

N. massimo

Totale

N. IIC

 

 

6

N. corsi

1

18

43

N. studenti

5

120

304

N. ore settimanali

1

9

 

N. ore totali

22

297

 

Numero livelli

1

6

 

 

 

7.7.2 Corsi per adolescenti

 

La seconda fascia di pubblico individuata è quella degli adolescenti fra i 14 e i 18 anni. Si tratta di giovani che hanno appena concluso la scuola di base e che possono continuare il loro percorso formativo o anche entrare nel mercato del lavoro. Per loro l’apprendimento di una lingua straniera può essere considerato come un investimento in vista di una eventuale occupazione o di un percorso di studio futuro: è alta, pertanto, la spendibilità sociale legata alla scelta di apprendere l’italiano. Di conseguenza, ci è sembrato importante capire se gli IIC avessero previsto un’offerta diversificata e mirata per questo tipo di pubblico. Per loro avevamo ipotizzato sia l’organizzazione di corsi di italiano generale, sia di sostegno scolastico, come per i bambini, ma anche una maggiore differenziazione per abilità e aspetti della lingua.

 

 

7.7.2.1 Corsi di italiano generale per adolescenti

 

Sono solo 4 gli IIC che propongono corsi di italiano generale specifici per adolescenti. In tutto sono 981 gli allievi di questo tipo di corso, un numero maggiore rispetto a quello dei bambini. Soprattutto significativo ci sembra il fatto che circa 1/3 dei corsi e degli studenti sia concentrato in un solo IIC (28 corsi per 300 studenti), ma soprattutto che anche negli unici altri 3 IIC in cui questi corsi vengono organizzati si verifica comunque una risposta da parte del pubblico: anche nell’IIC dove si sono solo 3 corsi, a questi sono iscritti ben 161 studenti. Questi dati sono significativi perché indicano che l’italiano può avere un grado di attrattività piuttosto alta presso gli adolescenti, e che la risposta all’offerta, quando questa viene fatta, c’è: purtroppo, va segnalato che l’offerta è decisamente molto scarsa.

 

 

 

 

Tabella n. 6 – Corsi di italiano generale per adolescenti

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

4

N. corsi

3

28

68

N. studenti

161

300

981

N. ore settimanali

2

3

 

N. ore totali[3]

36

1200

 

N. livelli

3

5

 

 

 

7.7.2.2 Corsi speciali per adolescenti

 

Nella fascia di pubblico degli adolescenti si verifica il primo caso di organizzazione di corsi “speciali”, cioè non di italiano generale. Si tratta di 4 corsi per lo sviluppo della competenza lessicale, suddivisi su quattro livelli di competenza, e organizzati da un istituto per 15 studenti. Visto l’argomento del corso così circoscritto, la struttura dei 4 corsi è identica e la loro durata molto breve: 3 settimane di corso intensivo di 8 ore alla settimana.

Tabella n. 7 - Corso di lessico per adolescenti

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

1

N. corsi

4

4

4

N. studenti

15

15

15

N. ore settimanali

8

8

8

N. ore totali

32

32

 

N. livelli

4

4

 

 

 

7.7.3 Corsi per adulti

 

Gli adulti rappresentano senza dubbio la principale fascia di pubblico individuata dagli IIC come destinataria dei propri corsi di lingua e cultura. Nella realizzazione di questi corsi si concentrano i maggiori sforzi degli IIC e anche l’offerta è più differenziata. Infatti troviamo non solo corsi di italiano generale, che comunque restano quelli più richiesti e frequentati, ma anche corsi sui linguaggi settoriali (come, ad esempio, l’economia o l’arte) o anche su particolari abilità (come la lettura o la scrittura) o aspetti della lingua (grammatica, lessico ecc.)

 

 

7.7.3.1 Corsi di italiano generale per adulti

 

I corsi di italiano generale per adulti rappresentano la parte più consistente dell’offerta degli Istituti Italiani di Cultura. Sui 63 IIC che hanno risposto al nostro questionario sono 55 gli IIC che organizzano corsi di questo tipo. In tutto nel mondo ci sono 3245 corsi per adulti, la cui utenza è complessivamente di 40325 studenti. Colpisce anche in questi dati la loro estrema variabilità: si passa da IIC che hanno solo 2 corsi a IIC che ne hanno ben 352 in un anno. Analogamente, sono molto vari anche i numeri riguardanti l’utenza dei corsi: da un minimo di 53 a un massimo di 4158 studenti in un solo IIC. La variabilità si manifesta anche nel numero delle ore settimanali (da 1 a 20) e di quelle totali (da 44 a 1700).

Si fa più differenziata l’offerta anche nei livelli di competenza prevista. Mentre ci sono IIC che offrono corsi su un solo livello di competenza, ce n’è uno che offre una differenziazione di 16 livelli. Entrambe le scelte ci sembrano non in linea con i parametri più diffusi a livello internazionale per la ripartizione dell’offerta formativa in livelli, come ad esempio il più volte citato documento europeo Framework (Consiglio d’Europa, 1997, 2001). Da una parte, offrendo un solo livello di lingua, si toglie la possibilità, a chi ha già frequentato quel corso, di poter progredire nell’apprendimento dell’italiano. Dall’altra invece, essere in grado di distinguere su 16 livelli di lingua ci sembra una operazione estremamente complessa e a forte rischio di arbitrarietà.

 

Tabella n. 8 - Corsi di italiano generale per adulti

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

55

N. corsi

2

352

3245

N. studenti

53

4158

40325

N. ore settimanali

1

20

 

N. ore totali[4]

14

1700

 

N. livelli

1

16

 

 

 

 

7.7.3.2 Corsi speciali per adulti

 

Come abbiamo già detto, nei corsi per adulti si diversifica l’offerta proposta dagli IIC, sia per quanto lo sviluppo di competenza nei linguaggi settoriali, sia in particolari abilità, sia in particolari aspetti della lingua.

 

 

7.7.3.3 Corsi sui linguaggi settoriali per adulti

 

Dalle risposte del questionario risulta che i linguaggi settoriali offerti dagli IIC e oggetto di apprendimento da parte degli adulti sono i linguaggi dell’economia, dell’arte, della musica e della cucina. Non sono molti gli IIC che forniscono questo tipo di offerta. I più numerosi sono i corsi di italiano economico e quelli sulla cucina italiana, che sono presenti in quattro IIC; seguono poi i corsi sull’arte (in 3 IIC) e quelli sulla musica (in 2 IIC). L’utenza più numerosa e il numero più elevato di corsi appartengono al linguaggio della cucina (121 studenti in 15 corsi). Seguono l’arte (67 studenti in 5 corsi), l’economia (52 studenti per 6 corsi) e la musica (41 studenti per 3 corsi). Interessante è il caso di 4 IIC che organizzano dei corsi per l’apprendimento dell’italiano attraverso l’uso di testi letterari.

In generale notiamo che si tratta di corsi di durata molto breve, al massimo di 45 ore. Sembrerebbero strutturati nella forma di brevi moduli di approfondimento, accanto ai classici corsi di italiano generale. L’unica eccezione è rappresentata da un corso sul linguaggio dell’economia che ha la durata totale di 190 ore, che sembra distribuito quindi in maniera più ampia nell’arco dell’anno.

Sia per quanto riguarda la tipologia offerta, sia per quanto riguarda la risposta da parte del pubblico, notiamo che sono entrambe molto scarse. Quello che ci ha maggiormente colpito è il fatto che nessun IIC organizza corsi sul linguaggio della medicina o su nessuna altra disciplina tecnica, nemmeno in quei paesi dai quali partono un gran numero di studenti per partecipare ai progetti europei di mobilità o per iscriversi e frequentare l’università in Italia.

Il dato sembra entrare in contraddizione con l’idea che la motivazione principale all’apprendimento della lingua italiana sia dato dal suo legame con una tradizione culturale: in realtà, se tale motivazione esiste (e non abbiamo dubbi su ciò), non viene sufficientemente pertinentizzata dalle linee dell’offerta formativa. È proprio questo fatto che segnala un punto di non efficacia nel funzionamento della diffusione della lingua / cultura italiana: sembra quasi che non si vada oltre all’affermazione di principio, ideale; che non si riesca a svilupparne tutte le enormi potenzialità in vista della formazione linguistica e culturale. Ci sorprende da un lato il successo della cucina italiana, il suo spessore culturale, il suo legame con le manifestazioni antropologiche delle culture che formano la complessiva identità italiana; la componente che è in essa di alta elaborazione intellettuale; e dall’altro la poca o nulla ripresa come oggetto di studio o come strumento per lo studio dell’italiano. Lo stesso, e con elementi di maggiore gravità a nostro parere, vale per l’arte o la musica o la letteratura, tradizionalmente viste come pilastri della diffusione dell’italiano nel mondo. Ci chiediamo dove siano i corsi che li valorizzino o utilizzino la loro forza per diffondere la lingua italiana in generale o quella dell’arte e della musica.

 

Tabella n. 9 - Corsi sul linguaggio dell’economia

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

4

N. corsi

1

2

6

N. studenti

7

21

52

N. ore settimanali

2

6

 

N. ore totali

45

190

 

N. livelli

1

1

 

 

Tabella n. 10 - Corsi di italiano attraverso la letteratura

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

5

N. corsi

1

7

13

N. studenti

8

151

225

N. ore settimanali

2

18

 

N. ore totali

16

660

 

N. livelli

1

2

 

 

Tabella n. 11 - Corsi sul linguaggio dell’arte

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

3

N. corsi

1

3

5

N. studenti

3

40

67

N. ore settimanali

2

3

 

N. ore totali

6

12

 

N. livelli

1

1

 

Tabella n. 12 - Corsi sul linguaggio della musica

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

2

N. corsi

1

2

3

N. studenti

16

25

41

N. ore settimanali

2

2

 

N. ore totali

10

45

 

N. livelli

1

1

 

 

 

Tabella n. 13 - Corsi di italiano sulla cucina

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

4

N. corsi

1

12

15

N. studenti

10

80

121

N. ore settimanali

2

3

 

N. ore totali

12

45

 

N. livelli

1

3

 

 

 

 

7.7.3.4 Corsi per lo sviluppo di particolari abilità o competenze per adulti

 

Per la fascia degli apprendenti adulti nel questionario era stata ipotizzata una possibile diversificazione nell’offerta formativa, per quanto riguarda lo sviluppo o il rinforzo di singole abilità o di particolari competenze, come la lettura, o la scrittura, la conversazione o la traduzione. In effetti, dai dati ottenuti si nota che per questa fascia di pubblico si verifica una maggiore diversificazione nell’offerta, ma questa è sempre limitata ad un numero veramente esiguo di IIC. Vengono organizzati corsi di lettura, di scrittura, di grammatica, di traduzione e di preparazione agli esami di certificazione ufficiale di competenze, ma è basso sia il numero degli IIC che attiva anche questi tipi di corsi (oscillano da 1 a 7), sia il numero dei loro utenti: in totale i 6 IIC che organizzano corsi di traduzione hanno 153 studenti. Un caso bizzarro è rappresentato da un IIC che offre ben 27 corsi di grammatica, che sono frequentati in tutto da 760 studenti. Un numero maggiore di studenti e una distribuzione più ampia si verifica nel caso dei corsi di conversazione: sono presenti in 22 IIC e vi partecipano in tutto 797 studenti.

Dal punto di vista della loro struttura, nella maggior parte dei casi questi corsi hanno una durata piuttosto limitata (da 35 a 80 ore circa), quindi si configurano mediamente come brevi moduli. Più consistente è la durata dei corsi di conversazione (fino a 200 ore), con una struttura da corso autonomo.

Per quanto riguarda la suddivisione in livelli, quelli che presentano una maggiore scansione sono i corsi di grammatica e i corsi di conversazione (rispettivamente su 6 e 5 livelli diversi di competenza).

 

 

 

 

Tabella n. 14 - Corsi di lettura

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

1

N. corsi

3

3

3

N. studenti

35

35

35

N. ore settimanali

2

2

 

N. ore totali

45

45

 

N. livelli

3

3

 

 

Tabella n. 15 - Corsi di scrittura

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

1

N. corsi

1

1

1

N. studenti

14

14

14

N. ore settimanali

5

5

 

N. ore totali

40

40

 

N. livelli

1

1

 

 

Tabella n. 16 - Corsi di conversazione

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

22

N. corsi

1

11

81

N. studenti

5

135

797

N. ore settimanali

2

6

 

N. ore totali

16

200

 

N. livelli

1

5

 

 

Tabella n. 17 - Corsi di grammatica

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

3

N. corsi

2

27

33

N. studenti

21

760

830

N. ore settimanali

2

3

 

N. ore totali

48

88

 

N. livelli

1

6

 

 

Tabella n. 18 - Corsi di traduzione

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

6

N. corsi

1

6

14

N. studenti

8

56

153

N. ore settimanali

1

9

 

N. ore totali

16

64

 

N. livelli

1

2

 

 

Tabella n. 19 - Corsi di preparazione agli esami di certificazione

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

7

N. corsi

1

11

23

N. studenti

9

113

212

N. ore settimanali

2

5

 

N. ore totali

10

70

 

N. livelli

1

3

 

 

Tabella n. 20 - Corsi di altro tipo

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

10

N. corsi

1

21

58

N. studenti

6

165

436

N. ore settimanali

2

5

 

N. ore totali

16

288

 

N. livelli

1

7

 

 

 

 

7.7.4 Corsi di italiano per la terza età

 

La quarta fascia di pubblico individuata nel questionario è rappresentata dalla cosiddetta terza età ed è costituita da quelle persone che, in un’ottica di educazione permanente, si avvicinano o proseguono il loro percorso di apprendimento di una lingua straniera. Si tratta di una fascia di pubblico che sta diventando sempre più consistente grazie a vari fattori come l'aumento della vita media o la quantità di tempo di tempo libero a disposizione.

Anche per questi apprendenti, oltre al classico corso di italiano generale, era stata prevista nel questionario una tipologia differenziata di corsi, come per gli adulti.

 

 

7.7.4.1 Corsi di italiano generale per terza età

 

Solo un IIC organizza corsi di italiano generale specificamente mirati a un pubblico di terza età. Si tratta in tutto di 3 corsi brevi frequentati da 30 studenti.

Tabella n. 21 - Corsi di italiano generale per la terza età

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

1

N. corsi

3

3

3

N. studenti

30

30

30

N. ore settimanali

4

4

 

N. ore totali

58

58

 

N. livelli

3

3

 

 

 

 

 

 

7.7.4.2 Corsi speciali per la terza età

 

L’unico corso speciale per la terza età è rappresentato un corso di conversazione organizzato da un IIC italiano di cultura per un totale di 18 studenti.

 

7.7.5 Osservazioni conclusive sui corsi di italiano

 

Dall’analisi dei dati sui corsi di italiano ci sembra possibile ricavare delle considerazioni su tre fattori che in generale caratterizzano l’intera offerta di italiano degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo.

La prima riguarda le fasce di età. Gli IIC Italiani di Cultura in genere non operano una differenziazione della loro offerta in base all’età del loro pubblico potenziale. La fascia di età alla quale dedicano tutta la loro attenzione è quella degli adulti. I casi di IIC che propongono corsi per bambini, adolescenti o terza età sono eccezioni.

La seconda considerazione riguarda la tipologia dei corsi offerti. La parte più consistente è rappresentata dai corsi di italiano generale. L’organizzazione di corsi sui linguaggi settoriali o sullo sviluppo di abilità o competenze è solo sporadica. Il dato più consistente è rappresentato dai corsi di conversazione, che comunque riguardano sempre meno di 1/3 degli Istituti Italiani di Cultura.

Infine vorremmo soffermarci sulla grande variabilità che emerge dai dati ottenuti. Ci sono IIC che non organizzano corsi di italiano, IIC che ne organizzano uno solo, altri che arrivano ad organizzarne anche alcune centinaia. Lo stesso andamento si riscontra nel numero degli studenti che frequentano questi corsi. A questo punto sorge spontanea la domanda: la variabilità è funzione e frutto della domanda di italiano in un determinato paese o in una determinata area geografica, o è invece l’offerta variabile di italiano da parte degli IIC a determinare e condizionare la domanda da parte del pubblico? In altre parole è la maggiore o minore richiesta di italiano a far sì che in un IIC si organizzi un corso solo o se ne organizzino 100, oppure il fatto di fornire un ventaglio di offerte più o meno ampio fa sì che a un IIC si rivolgano 10 o 5000 potenziali apprendenti?

 

 

 

7.8 Corsi di cultura italiana

 

Questa sezione del questionario mira ad evidenziare la presenza negli IIC di corsi su aspetti particolari della cultura italiana, e non sulla lingua. La promozione della cultura all’estero è uno dei compiti fondamentali demandati dalla legge 401/90 agli Istituti Italiani di Cultura, che all’art. 7 comma 1 recita: “Gli Istituti attendono a compiti di promozione e diffusione della cultura e della lingua italiane negli Stati nei quali hanno sede”.

Non bisogna poi dimenticare il fatto che la cultura italiana, soprattutto nei campi dell’arte, della musica e della letteratura agisce da sempre come fattore propulsivo dell’interesse degli stranieri verso il nostro paese e conseguentemente anche verso la nostra lingua; in anni recenti altri aspetti della cultura italiana, come la moda il design o la cucina, hanno assunto il medesimo valori di fattori di attrazione degli stranieri verso l’Italia e l’italiano. Per questo motivo nel questionario era stata prevista un’ampia sezione dedicata ai corsi di cultura, considerata sia nei suoi aspetti classici, come l’arte, la musica, la letteratura, la storia ecc., sia nei aspetti che in tempi più recenti hanno contribuito a mantenere viva l’immagine dell’Italia nel mondo, come la moda o il design.

Anche in questo caso i dati ricavati dal questionario sono stati piuttosto sorprendenti e confermano quelli relativi ai corsi di lingua centrati su contenuti culturali (v. § 8.7.3.3). Si contano sulle dita di una mano, o poco più, gli IIC che offrono corsi sulla cultura italiana. Se non è sorprendente che si organizzi un solo corso di storia italiana in tutto il mondo, ci lascia molto più stupiti il fatto che siano solo 9 i corsi sull’arte, 4 sulla musica e 11 sulla letteratura italiane. La situazione non migliora quando si esaminano gli aspetti più ‘nuovi’ della nostra cultura: sono solo 6 gli IIC che in totale organizzano 21 corsi sulla cucina per 313 studenti. C’è solo un corso sul design e nessun corso sulla moda.

Per quanto riguarda la loro articolazione interna, si tratta in tutti i casi di corsi di durata molto breve. Sono i corsi di cucina possono avere una distribuzione su un arco temporale più ampio, fino a 160 ore.

Valgano, per un bilancio su questa situazione, le considerazioni che abbiamo fatto nel § 8.7.3.3.

Tabella n. 22 - Corsi di storia italiana

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

1

N. corsi

1

1

1

N. studenti

7

7

7

 

Tabella n. 23 - Corsi sull’arte italiana

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

5

N. corsi

1

3

9

N. studenti

20

40

155

N. ore settimanali

2

15

 

N. ore totali

6

54

 

 

Tabella n.  24 - Corsi sulla musica italiana

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

3

N. corsi

1

2

4

N. studenti

12

25

61

N. ore settimanali

2

15

 

N. ore totali

10

54

 

 

Tabella n. 25 - Corsi sulla letteratura italiana

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

6

N. corsi

1

3

11

N. studenti

12

50

161

N. ore settimanali

2

15

 

N. ore totali

9

54

 

 

 

Tabella n. 26 - Corsi di cucina italiana

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

6

N. corsi

1

8

21

N. studenti

10

135

313

N. ore settimanali

3

8

 

N. ore totali

24

160

 

 

 

Tabella n. 27 - Corsi sul design italiano

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

1

N. corsi

1

1

1

N. studenti

22

22

22

N. ore settimanali

2

2

 

N. ore totali

8

8

 

 

Tabella n. 28 - Corsi su altri aspetti della cultura italiana

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

8

N. corsi

1

5

17

N. studenti

5

104

303

N. ore settimanali

2

15

 

N. ore totali

8

260

 

 

 

7.9 Struttura dei corsi

 

Le risposte fornite a questo item dai 61 IIC evidenziano che nella stragrande maggioranza dei casi i corsi sono strutturati in modo da essere gestiti da un solo docente: sono il 93,7% del totale dei corsi. La tipologia con più docenti che gestiscono ciascuno un modulo di corso è ancora piuttosto rara: solo il 9,3% del totale.

Tabella n. 29 - Struttura dei corsi

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

61

Corsi con più docenti

0

105

208

Corsi con solo un docente

1

396

3098

 

 

 

7.10 Tipi di verifiche

 

Scopo di questo item era di individuare i tipi di verifica adottati dagli IIC. Si voleva evidenziare se, in quali momenti e con quali funzioni vengono attuate nei corsi modalità di verifica della competenza in italiano posseduta o acquisita dagli studenti. Oggetto di analisi di questo item sono le modalità di verifica che possono essere attuate per lo svolgimento di un corso: i test di ingresso, i test intermedi e i test finali.

In generale possiamo affermare che in quasi tutti gli IIC in cui vengono organizzati corsi di lingua italiana si effettuano anche verifiche della competenza. L’utilizzazione degli strumenti di valutazione è indice di qualità formativa, e pertanto il dato dimostra che negli IIC viene posta notevole attenzione alla programmazione didattica: ciò rappresenta un elemento di qualità glottodidattica che sicuramente gioca un ruolo importante nell’attrattività presso gli stranieri.

Praticamente in tutti gli IIC gli strumenti di verifica vengono realizzati dagli insegnanti dei corsi. Sono pochissimi gli IIC che per effettuare queste attività si affidano alla consulenza di enti esterni. Anche questo è un dato importante circa la qualità professionale dei docenti.

I test di ingresso, cioè quei test che servono a determinare il grado di competenza posseduta da uno studente ai fini di inserirlo in un livello di corso adeguato, sono messi in atto da 43 IIC. è superfluo ricordare che negli IIC in cui sono previsti corsi articolati su un unico livello di competenza, che verosimilmente viene a coincidere con il livello di un principiante, non è necessari selezionare gli studenti in base alla competenza linguistica pregressa.

Sono molto diffusi anche i test finali, effettuati alla fine di un corso per verificare il grado di competenza raggiunto dagli studenti che lo hanno frequentato e il raggiungimento degli obiettivi prefissati nella programmazione didattica. Sono 46 gli IIC che al termine dei corsi fanno sostenere questo tipo di prova agli studenti.

Meno diffusa è la pratica dell’utilizzazione di test intermedi, cioè quei test effettuati all’interno del percorso formativo, capaci sia di verificare il grado di competenza raggiunta dagli studenti, sia di fornire agli insegnanti degli indicatori per eventualmente riprogettare il programma di insegnamento. I test intermedi vengono effettuati in 28 IIC.

Tabella n. 30 Tipi di verifiche

 

Modalità di progettazione

No

Test di ingresso

 

progettati in sede

41

22

progettati da altri soggetti

2

60

Test intermedi

 

progettati in sede

28

34

progettati da altri soggetti

1

61

Test finali

 

progettati in sede

43

19

progettati da altri soggetti

3

59

 

 

 

7.11 Esami di certificazione

 

Un discorso a parte merita la valutazione certificatoria. Le certificazioni ufficiali della competenza di italiano come lingua straniera esistono dal 1993 e una convenzione quadro firmata in quell’anno fra il Ministero degli Affari e le tre Università che rilasciano certificati di competenza (le Università per Stranieri di Perugia e di Siena e la Terza Università di Roma) ha stabilito le modalità di svolgimento degli esami presso gli Istituti Italiani di Cultura. Dando seguito alla citata convenzione, gli IIC avrebbero dovuto firmare delle convenzioni con le tre università per diventare le sedi primarie di esame all’estero. Compito degli IIC è di favorire la diffusione di tale strumento e di sovrintendervi garantendo la correttezza di tutte le operazioni necessarie alla realizzazione e allo svolgimento degli esami.

Dai dati ricavati dal questionario, che comunque, come abbiamo detto, sono riferiti al 1999, possiamo notare che sono molti gli IIC che non hanno dato seguito alle direttive contenute nella convezione quadro. Sono infatti solo 38 gli IIC che hanno risposto a questo item e che quindi hanno firmato la convenzione con una delle tre università.

Quanto al numero di IIC in cui vengono organizzate sessioni di esame di certificazione, prevale la Certificazione CILS dell’Università per Stranieri di Siena: sono 23 gli IIC che hanno stipulato accordi con la CILS per lo svolgimento degli esami.

Fra le tre certificazioni esistenti risulta prevalere, per numero di candidati, la certificazione CELI dell’Università per Stranieri di Perugia. In tutto il mondo si sono presentato a sostenere gli esami CELI 4759 candidati. La certificazione presenta una particolarità: la stragrande maggioranza dei suoi candidati (circa il 74%) è raccolta in un unico IIC.

Agli esami di certificazione CILS dell’Università per Stranieri di Siena si presenta un numero inferiore di candidati. La caratteristica di questa certificazione è di non avere candidati concentrati in poche sedi, ma di essere diffusa in numero maggiore di sedi nelle varie aree del mondo, anche con un numero inferiore di iscritti ad ogni sessione. In altri termini, la certificazione CELI prevale per numero assoluto di candidati, la CILS per indice di distribuzione.

Gli esami IT della Terza Università di Roma sono invece sostenuti da un numero ancora inferiore di candidati. Anche in questo caso la maggioranza dei candidati (circa il 74%) sono concentrati in un solo IIC.

Non si hanno dati sul certificato della Società Dante Alighieri in quanto gli esami sono effettuati nelle sedi della Società, non negli IIC[5].

Tabella n. 31 - Certificazioni

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

38

CELI – Università per Stranieri di Perugia – n. candidati

0

3557

4796

CILS – Università per Stranieri di Siena – n. candidati

0

341

805

IT - Terza Università di Roma – n. candidati

0

140

190

Altri esami di certificazione – n. candidati

0

10

15

 

 

 

7.12 Formazione dei docenti

 

Gli item 10, 11 e 12 del questionario avevano lo scopo di fornire una descrizione dei docenti che insegnano nei corsi degli IIC.

L’item 10 mirava a individuare i percorsi formativi effettuati dai docenti, italiani o stranieri: se avevano conseguito la laurea o se solo un diploma di scuola superiore, e, se laureati, avevano ricevuto una formazione glottodidattica specialistica o genericamente in Italia e/o all’estero. Inoltre questo item ci ha fornito anche un’altra informazione sui docenti: il tipo di contratto con il quale sono legati all’IIC in cui insegnano.

Hanno risposto a questo item 59 IIC.

Per prima cosa notiamo che la maggior parte dei docenti sono italiani. Comunque all’interno degli IIC opera anche un 18% di docenti stranieri. La scelta di ricorrere a docenti stranieri per insegnare la nostra lingua è importante indipendentemente dalla correttezza a livello di modelli glottodidattici perché segnala l’apertura alla realtà locale in termini di possibili sbocchi dell’investimento professionale fatto sull’apprendimento dell’italiano.

Per quanto riguarda il percorso formativo effettuato dai docenti, possiamo dire che la maggioranza di loro, sia italiani, sia stranieri, ha conseguito una laurea. Solo il 14% di tutti gli insegnanti non è laureato[6]. La percentuale dei laureati rispetto ai non laureati è leggermente superiore fra i docenti italiani rispetto a quelli stranieri. Possiamo affermare, pertanto, che la laurea è ed è stato un titolo discriminante (in senso positivo, ovviamente) per l’assunzione di chi vuole andare ad insegnare in un IIC.

Tabella n. 32 - Formazione dei docenti

Docenti

Italiani

Stranieri

non laureati

64

13

laureati

367

81

 

Abbiamo cercato anche di individuare il tipo di formazione ricevuta dai docenti laureati: se genericamente linguistica, oppure comprendente un orientamento di tipo glottodidattico. In altre parole, scopo dell’item era capire se ai docenti prima di andare ad insegnare erano stati forniti strumenti didattici all’interno della loro formazione, oppure se la competenza glottodidattica operativa era stata da loro acquisita esclusivamente sul campo.

Dall’analisi dei dati risulta che la maggior parte dei docenti hanno solo una formazione genericamente linguistica. I docenti italiani l’hanno acquisita prevalentemente in Italia, mentre i docenti stranieri prevalentemente all’estero, presumibilmente nel proprio paese di origine. Degno di nota ci sembra il fatto che una buona parte dei docenti, sia italiani sia stranieri, hanno compiuto il proprio percorso di formazione sia in Italia sia all’estero, sviluppando l’esperienza diretta del contatto fra lingue e culture, fra linee diverse di formazione professionale.

Tabella n. 33 - Tipo di laurea dei docenti

 

Italiani

Stranieri

Totale

N. docenti laureati con formazione

ricevuta in Italia

ricevuta all’estero

ricevuta in Italia e all’estero

ricevuta in Italia

ricevuta all’estero

ricevuta in Italia e all’estero

 

glottodidattica specialistica

52

16

53

1

3

12

137

genericamente linguistica

95

2

79

9

16

22

223

 

Per quanto riguarda il tipo di contratto che lega i docenti agli IIC, notiamo che la maggior parte di loro ha un rapporto di lavoro a tempo determinato: sono assunti dagli IIC in base alle esigenze del momento e per la durata di tempo necessaria. I docenti con un contratto a tempo indeterminato sono il 18,9%. I docenti che dipendono direttamente dall’Italia sono molto pochi: solo il 3,7% del totale.

Tabella n. 34 - Tipo di contratto dei docenti

Tipo di contratto

laureati

non laureati

totale

dipendenti dall’Italia

3,5%

0,2%

3,7%

a tempo indeterminato

15,9%

3,0%

18,9%

a tempo determinato

55,0%

9,6%

64,6%

altro

10,3%

2,5%

12,8%

totale

84,7%

15,3%

100,0%

 

 

7.13 Età dei docenti

 

Nei 62 IIC che hanno risposto a questo item, il personale docente è formato per circa la metà da insegnanti che hanno un’età compresa fra i 30 e i 40 anni. Se a questi sommiamo il 18,1% dei docenti che hanno fra i 20 e i 30 anni, otteniamo circa il 67% di docenti che non hanno più di 40 anni. I docenti fra i 40 e i 50 anni rappresentano il 21% circa del totale, mentre solo l’11% ha più di 50 anni.

Possiamo quindi affermare che in prevalenza negli IIC il personale docente è piuttosto giovane.

 

 

Tabella n. 35 - Età dei docenti

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

%

Docenti tra 20 e 30 anni

0

45

124

18,1

Docenti tra 30 e 40 anni

0

26

340

49,7

Docenti tra 40 e 50 anni

0

16

144

21,1

Docenti tra 50 e 60 anni

0

5

59

8,6

Docenti oltre 60 anni

0

4

17

2,5

Totale

 

 

 

100,0

 

 

 

7. 14 Azioni di aggiornamento e formazione continua dei docenti di italiano

 

Anche questo item mirava a fornirci una fotografia più dettagliata dei docenti di italiano: il suo scopo era mettere in luce le eventuali azioni intraprese dagli IIC per il loro aggiornamento e la loro formazione continua.

I dati ci dicono che la maggior parte di queste azioni si svolgono nella sede stessa dell’IIC. è più raro il caso in cui gli IIC decidono di inviare il proprio personale a frequentare corsi di questo tipo in Italia o altrove. L’iniziativa più frequente alla quale ha preso parte un numero maggiore di docenti è rappresentata dai corsi di aggiornamento, seguiti dai cicli di conferenze e dai seminari. Invece sono meno frequenti i corsi di perfezionamento e le attività di tirocinio, dedicate a chi intraprende le pratiche di insegnamento[7].

 

Tabella n. 36 - Corsi di aggiornamento per i docenti

 

Partecipanti

Ore

In Italia

30

430

In sede

436

467

Altrove

122

129

Totale

588

1026

 

 

 

 

Tabella n. 37 - Corsi di perfezionamento per i docenti

 

Partecipanti

Ore

In Italia

14

265

In sede

31

76

Altrove

4

12

Totale

49

353

 

Tabella n. 38Seminari per i docenti

 

Partecipanti

Ore

In Italia

11

100

In sede

185

100

Totale

196

200

 

Tabella n. 39 - Cicli di conferenze per i docenti

 

Partecipanti

Ore

In sede

115

73

Altrove

412

54

Totale

527

127

 

Tabella n. 40Tirocini per i docenti

 

Partecipanti

Ore

In sede

16

138

Totale

16

138

 

 

 

7.15 Azioni di aggiornamento e formazione continua di altri docenti

 

Scopo di questo item era capire se gli IIC non si occupano solo della formazione e dell’aggiornamento dei propri docenti di italiano, ma se fungono anche da centro di raccolta e di riferimento per altri docenti che operano nel medesimo territorio.

In generale possiamo affermare che questo tipo di attività non è molto frequente negli IIC. L’azione di formazione di altri docenti più frequente è rappresentata dai seminari, non organizzati all’interno degli IIC.               

 

Tabella n. 41 - Corsi di aggiornamento per altri docenti

 

Partecipanti

Ore

In sede

31

32

Altrove

45

26

Totale

76

58

 

Tabella n. 42 - Seminari per altri docenti

 

Partecipanti

Ore

Altrove

80

28

Totale

80

28

 

Tabella n. 43 - Cicli di conferenze per altri docenti

 

Partecipanti

Ore

In sede

10

20

Altrove

10

30

Totale

20

50

 

 

 

7.16 Strutture didattiche

 

Nell’ultima sezione del questionario, che comprende gli item 15, 16, 17, 18 e 19, sono oggetto di indagine le strutture e gli strumenti didattici che gli IIC mettono a disposizione della loro utenza, il modo in cui la potenziale utenza viene informata dell’esistenza delle attività di formazione linguistica e culturali organizzate, le modalità di accoglienza e orientamento di chi si reca all’IIC per avere informazioni e infine la quantità e l’importo delle borse di studio concesse.

Nell’item 15 si analizzano le strutture di supporto alla realizzazione delle attività didattiche negli IIC: aule, laboratori linguistici, sale cinema o teatro, videoteche, biblioteche. A questo item hanno risposto 63 IIC.

Le aule sono le strutture presenti in quasi tutti gli IIC che hanno risposto a questa domanda. In totale dispongono di 306 aule. Anche in questo caso colpisce la forte variazione: la differenza fra il dato minimo, cioè nessuna aula, presumibilmente negli IIC che non organizzano corsi all’interno della propria sede, e il dato massimo, 17 aule. Sicuramente la quantità dei corsi organizzati è anche funzione del numero delle aule a disposizione.

I laboratori linguistici sono invece una struttura molto rara negli IIC. In tutto il mondo ce ne sono solo 5. Il dato rilevante è che 2 di loro sono presenti in un unico IIC. In base a questo dato si desume che è praticamente impossibile effettuare un tipo di didattica che si serva di sussidi audio o di sistemi multimediali.

Piuttosto comune è invece la presenza di una mediateca (in 53 IIC). Consistente è anche il numero delle videocassette presenti. Anche in questo caso è molto forte la variazione fra gli IIC: si passa da un minimo di una sola a un massimo di 2500 videocassette.

Quasi tutti gli IIC sono dotati di una biblioteca con un patrimonio librario molto vasto. Dai dati presenti nel questionario risulta che 58 IIC su 63 hanno risposto di avere una biblioteca. Nelle biblioteche ci sono in totale 482838 volumi (il dato è relativo solo agli IIC che hanno risposto). è ancora la grande variabilità la caratteristica di questi dati: a IIC che dichiarano di non avere una biblioteca, e conseguentemente nessun volume, se ne affiancano altri che ne hanno qualche decina di migliaia, fino ad un massimo di 35000. In 41 IIC i volumi presenti sono catalogati anche su supporto informatico.

Sono solo 32 le sale per cinema o teatro e 22 le sale con strumenti multimediali e computer. Degno di nota è il fatto che in un IIC ci sono 2 sale per il cinema e 5 multimediali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tabella n. 44 – Strutture didattiche

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

63

Aule

0

17

306

Laboratori linguistici

0

2

5

Sala cinema e teatro

0

2

32

Sala multimediale e computer

0

5

22

Videoteca

0

1

53

Videocassette

0

2500

35791

Biblioteca

0

1

58

Volumi

0

35000

471838

Supporto informatico di catalogazione

 

 

41

Altro

0

1000

1089

 

 

 

7.17 Strumenti didattici

 

Oggetto di indagine di questo item sono gli strumenti didattici presenti negli IIC, a disposizione sia dei docenti sia degli studenti.

Sono stati inclusi nella categoria non solo i classici strumenti didattici, come libri e manuali, ma anche quei sussidi che sono oggi indispensabili nella pratica didattica. Primo fra tutti la fotocopiatrice, uno strumento ancora più indispensabile per chi fa didattica di una lingua al di fuori dal paese in cui viene utilizzata e che può avere difficoltà a reperire quotidianamente materiali didattici e informativi in grande abbondanza. Sono stati fatti rientrare fra gli strumenti didattici anche televisioni, registratori, computer e postazioni Internet.

A questo item hanno risposto 63 IIC.

Gli strumenti didattici maggiormente presenti sono naturalmente quelli tradizionali, come i libri di lettura, seguiti dai libri didattici e dai manuali di italiano per stranieri. Meno numerose le grammatiche (per italiani e per stranieri) e gli eserciziari.

Fra gli altri strumenti, almeno una fotocopiatrice e un registratore sono presenti in tutti gli IIC che fanno corsi di italiano, mentre la stessa situazione non si verifica né per la televisione né per la lavagna luminosa né per il computer né per le postazioni Internet. La situazione più disastrosa riguarda proprio le postazioni Internet che sono solo 56 in tutti gli IIC. Il dato diventa ancor più allarmante se si considera il fatto che in un solo IIC ne sono presenti ben 12.

Da notare anche l’analogo caso degli apparecchi TV: su 163 presenti in tutti gli IIC, ben 50 sono posseduti da un solo IIC. I computer hanno all’incirca la stessa distribuzione: su 191 in totale, 52 sono in un unico IIC.

Questi dati appaiono fra i più sensibili alle risorse a disposizione degli IIC per aggiornare la dotazione della strumentazione tecnologica finalizzata alla didattica linguistica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tabella n. 45 – Strumenti didattici

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

63

Fotocopiatrici

0

3

86

Lavagne luminose

0

10

69

TV (con canali RAI)

0

50

163

Registratori

0

17

218

Computer e stampanti

0

52

191

Postazioni Internet

0

12

56

Libri didattici

0

300

2.907

Manuali di italiano per stranieri

0

800

2.756

Altri manuali

0

100

406

Libri di lettura

0

12.000

40.708

Grammatiche per italiani

0

60

3

Grammatiche per stranieri

0

80

483

Eserciziari per stranieri

0

100

508

Altri eserciziari

0

15

37

Altri strumenti didattici

0

500

962

 

 

 

7.18 Informazioni al pubblico sui corsi di italiano

 

Scopo di questo item è capire in che modo viene raggiunto il pubblico potenziale e viene informato sulle varie attività che vengono organizzate dagli IIC.

Il mezzo più utilizzato è rappresentato dai giornali, in cui vengono pubblicate inserzioni pubblicitarie sui corsi. Molto usate (in 40 IIC) sono anche le pubblicazioni direttamente prodotte dagli IIC, come ad esempio depliant o brochure informative o veri e propri notiziari informativi e i manifesti pubblicitari(da 34 IIC). Significativo è l’utilizzo di Internet: 43 IIC (non il 100% dei rispondenti, meno della metà del totale degli IIC) ci hanno risposto di avere delle pagine Internet dedicate alla pubblicizzazione e alla informazione sui loro corsi di italiano. I mezzi meno utilizzati sono la radio (da 21 IIC) e la televisione (da 7 IIC), probabilmente a causa degli alti costi necessari.

 

Tabella n. 46 – Informazione al pubblico sui corsi

Mezzo di comunicazione

N. IIC

Radio

21

TV

7

Giornali

55

Manifesti

34

Pubblicazioni periodiche prodotte direttamente

40

Internet

43

Altro

7

 

 

 

7.19 Ufficio di informazione / orientamento per il pubblico

 

In questo item si indagano le modalità di informazione e orientamento del pubblico che si rivolge all’IIC.

Hanno risposto questo item 63 IIC: in tutti è presente un ufficio informazioni al pubblico. In 44 IIC l’ufficio svolge attività di informazione generica sulle attività organizzate dall’Istituto. Invece in 41 IIC esiste un ufficio informazioni dedicato esclusivamente a fornire informazioni sui corsi di italiano.

Lavorano in questo ufficio in totale 66 addetti, circa 1 in ogni IIC. Questi addetti vengono coadiuvati anche da altro tipo di personale: in prevalenza da personale docente, ma anche da personale amministrativo. Degno di nota è il caso di un IIC che mette a disposizione 22 insegnanti per fornire informazioni al pubblico

L’orario di apertura dell’ufficio informazioni è piuttosto variabile. Si passa da un minimo di 2 ore ad un massimo di 12 ore al giorno.

 

Tabella n. 47 – Ufficio informazioni

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

63

Ufficio informazioni con funzioni generiche

 

 

44

Ufficio informazioni dedicato ai corsi di italiano

 

 

41

Personale addetto all’ufficio informazioni

0

5

66

Personale insegnante che opera anche nell’ufficio informazioni

0

22

123

Personale amministrativo che opera anche nell’ufficio informazioni

0

5

55

Altro personale che opera nell’ufficio informazioni

0

3

25

Ore giornaliere di apertura dell’ufficio informazioni

2

12

 

 

 

 

 

7.20 Borse di studio concesse

 

Quello delle borse di studio è uno dei fatti più importanti per la diffusione di una lingua, diventando lo strumento principale per un contatto diretto e approfondito con la realtà sociale del paese la cui lingua si studia, e rendendo in tal modo i borsisti i testimoni privilegiati della lingua / cultura nella società di origine. Si può dire che l’investimento in borse di studio costituisce un investimento a lungo termine, comunque ad alta redditività.

Del duplice tipo di borse di studio erogate tramite il MAE, gli IIC gestiscono quelle destinate a cittadini stranieri o a cittadini italiani residenti all’estero per permettere loro di venire a studiare in Italia[8].

Solo 12 IIC hanno risposto a questo item fornendo dei dati diversi da 0. Questi 12 IIC hanno erogato nell’anno 1999 un totale di 441 borse di studio stanziate a proprio carico dalla Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari Esteri. L’importo totale è stato di L. 287.206.000.

Più consistente è stato il numero e l’importo delle borse di studio concesse da soggetti altri rispetto agli IIC, che ha superato i 700.000.000.

Nonostante i dati si riferiscano ad un numero ridotto di IIC, ci sembra significativa la concentrazione in solo IIC di 80 borse sulle 441 concesse direttamente, per un importo di più di 100.000.000, poco meno di 1/3 della cifra totale messa a disposizione di questi IIC. Analogamente, nel caso delle borse concesse da altri soggetti, in un solo IIC si concentrano ben 114 borse per un importo di 123.000.000.

è notevole, inoltre, la variazione degli importi a disposizione degli IIC per finanziare borse di studio. Il dato minimo è rappresentato da un IIC che può concedere una sola borsa di studio di un importo di 200.000 lire e un IIC che ha a disposizione 102.000.000 di lire.

Tabella n. 48 – Borse di studio

 

Dato minimo

Dato massimo

Totale

N. IIC

 

 

12

Borse di studio concesse direttamente

1

80

441

Borse di studio concesse direttamente – Importo in Lire

200.000

102.000.000

287.206.000

Borse di studio concesse da altri

1

114

919

Borse di studio concesse da altri – Importo in Lire

1.500.000

123.000.000

721.655.000

 

 

 

7.21 Sintesi

 

L’analisi dei dati raccolti con i singoli item del questionario elettronico mette in luce alcune linee di tendenza che caratterizzano la presenza degli IIC nel mercato delle lingue. Senza voler anticipare delle conclusioni che possono essere fatte solo dopo l’analisi trasversale esposta nel § 9, si evidenziano aspetti di grande potenzialità e punti di inaspettata criticità. Fra questi ricordiamo, in quanto esemplare di una situazione che comincia a delinearsi con i tratti della contraddittorietà, il limitato sfruttamento delle potenzialità offerte dal nostro patrimonio culturale: gli effetti riguardano sia la didattica linguistica, sia la formazione su tematiche più generalmente culturale.

Il mancato sfruttamento delle opportunità offerte dalla ricchezza culturale italiana limita il ventaglio di offerta formativa, rendendo difficile la sua piena integrazione nel sistema della formazione continua, ricorrente e permanente così come si viene a concretizzare nei singoli paesi: si ricordi che a livello internazionale è proprio questa linea che è diventata il principale oggetto degli sforzi dei sistemi per l’istruzione in tutto il mondo.

La seconda conseguenza riguarda il collegamento fra le possibili attività culturali e il rinnovamento del sistema universitario italiano, che è meta di flussi sempre maggiori di studenti stranieri. La sua ristrutturazione ha visto diventare centrale il sistema dei crediti formativi, che ha portato a mettere in atto procedure di riconoscimento delle competenze maturate fuori del sistema dell’istruzione universitaria. Basta collegare i due fenomeni per avere chiaro il fatto che le attività di formazione culturale messe in atto dagli IIC potrebbero essere accreditate, cioè riconosciute in termini di crediti, agli studenti stranieri che si iscrivono alle università italiane. Questo vale per i contenuti culturali, diciamo disciplinari (arte, letteratura, storia, economia, diritto ecc.), ma anche per la formazione linguistica in italiano L2, che rientra fra le attività accreditabili nei corsi di laurea triennale e specialistica.

Un altro elemento che emerge netto sin da questa prima analisi è costituito dalla variabilità dei dati: non vogliamo ancora dare un giudizio su questo punto, ma sicuramente esso caratterizza in modo assolutamente non omogeneo la condizione degli IIC e della loro offerta. Da qui la necessità di considerarne più da vicino la natura e le implicazioni, come faremo nel prossimo capitolo.

 

 

 

7.21.1 L’IIC-tipo

 

Se dovessimo individuare le caratteristiche condivise mediamente dagli IIC, avremmo sicuramente delle difficoltà, vista l’estrema variabilità delle situazioni. Tentiamo, comunque, di individuare gli elementi che più frequentemente si incontrano in un IIC dal punto di vista dell’offerta formativa di italiano L2,  quelli che rimangono dopo avere eliminato i fattori di più forte variabilità (in positivo e in negativo), evidenziando sia i punti critici che gli elementi di forza.

Immaginiamo di ricostruire il percorso di uno straniero che, per apprendere la lingua italiana, entra in contatto con un IIC.

Innanzitutto, immaginiamo che il contatto con l’italiano sia già avvenuto in modo diretto: ad esempio, le parole di una canzone, le immagini televisive dei campioni dello sport, il menu di un ristorante italiano, un viaggio in Italia per turismo. Immaginiamo anche che, oltre alla curiosità personale, ci sia un interesse di tipo professionale o di studio nella scelta di apprendere la nostra lingua.

Il primo problema che può incontrare è la scarsa pubblicizzazione delle attività dell’IIC locale: con poche eccezioni, leggendo il giornale o tramite i manifesti. Si diffonde sempre di più, però, la possibilità di entrarvi in contatto via internet (come accade spesso nella rete, i dati non sono aggiornati). Una volta individuata la sede dell’IIC, vi si reca: troverà spesso un ufficio per le relazioni con il pubblico che potrà orientarlo nella scelta delle attività che possono meglio rispondere alle sue esigenze. Sceglierà un corso generale di lingua, ma se esprime il desiderio anche di un modulo tematico legato ai suoi interessi di studio o professionali, non sempre tale esigenza troverà risposta. Il costo del corso non sarà basso, pur rientrando nella media dei costi dei corsi di lingua straniera.

Potrà rendersi conto delle molte offerte di studio in Italia per il tramite dei materiali informativi e pubblicitari che sono collocati in una apposita bacheca: non potrà distinguere con facilità, però, le iniziative di tipo istituzionale (corsi universitari che rilasciano titoli di studio ufficiali) da quelle delle agenzie formative private. Visiterà la biblioteca, abbastanza fornita e consultabile. Potrà vedere delle videocassette, pur se avrà qualche difficoltà in quanto la visione è spesso riservata alle classi di lingua, con un docente che introduce e accompagna didatticamente il film. Avrà difficoltà a trovare, salvo eccezioni, postazioni computerizzate, o dovrà aspettare un po’ il suo turno per il loro numero limitato.

L’impianto metodologico dei corsi di lingua sembra di buona qualità. Sarà sottoposto a un test di ingresso per l’ottimale piazzamento nel livello adatto. Entrato in classe, troverà un insegnante abbastanza giovane e comunque preparato. Il gruppo dei suoi compagni di corso non sarà numeroso. L’insegnante è vivace, propone una serie di materiali didattici di riferimento ai quali aggiungerà continuamente materiali preparati autonomamente. I materiali di riferimento saranno soprattutto manuali, non recentissimi, e perlopiù accompagnati da audiocassette. Pur essendo possibile la scelta fra un numero molto ampio di materiali editoriali, i titoli più ampiamente utilizzati sono pochi. I materiali preparati dal docente consistono in fotocopie di testi presi soprattutto da giornali, ma anche test, esercizi, descrizioni grammaticali. Il clima di classe è improntato alla vivacità, e il numero non eccessivo degli studenti consente un ricco scambio comunicativo. In classe può esserci una televisione e un videoregistratore: si vedono spesso filmati. Non è facile trovare la lavagna luminosa, sostituita da quella tradizionale a pennarelli o a gesso.

Durante il corso lo studente è stato sottoposto a poche verifiche intermedie strutturate. Giunto alla fine del corso, sostiene l’esame finale. Viene informato dell’esistenza delle certificazioni ufficiali di competenza in italiano L2 e decide di candidarsi. Riceve le informazioni necessarie per scegliere la certificazione e il livello di esame; può avere difficoltà a sostenere gli esami della certificazione che ha scelto perché l’IIC non ha attivato gli esami nella sessione che interessa al candidato; ha difficoltà a reperire specifici materiali per la preparazione agli esami, ma riesce a supplire alla difficoltà di trovarli in loco accedendo, via internet, ai siti degli enti certificatori. In qualche sede può iscriversi a specifici corsi di preparazione alle certificazioni, di solito brevi.

Finito il corso, ha difficoltà a rimanere in contatto con l’IIC, pur se riceve le informazioni sulle manifestazioni culturali organizzate.

In sintesi, gli elementi positivi sono sicuramente la qualità professionale dei docenti, il modello della programmazione didattica adottato costantemente: questi due fattori qualificano in termini di forte attrattività la formazione linguistica in italiano L2, contribuendo a rafforzare la sua posizione entro il mercato delle lingue. Meno efficace è la pubblicizzazione delle attività e il ventaglio di proposte che viene offerto. La limitatezza di mezzi tecnologici restringe la possibilità del loro uso intenso presso gli IIC.

Altri dati messi in luce da questa analisi sui singoli punti del questionario possono assumere luce più piena se esaminati in modo da mettere in luce i legami fra di loro, come vedremo nel prossimo capitolo.

 



[1] Nel questionario erano presenti sia item che richiedevano cifre globali, sia item che richiedevano il computo analitico dei dati globali. Non sempre i questionari sono risultati compilati in modo completo e coerente. Per questo motivo si troveranno alcune discrepanze fra i dati globali contenuti nelle tabelle di questo capitolo e i dati che analiticamente dovrebbero comporli. Ove è stato possibile, cioè solo là dove era palese l’errore materiale, abbiamo corretto i dati incoerenti.

[2] La rete nel frattempo si è allargata e oggi comprende in totale 94 IIC.

[3] Il dato massimo ottenuto è di corsi da 1200 ore: abbiamo forti dubbi sulla congruenza del dato che si ricava dai questionari che lo hanno fornito.

[4] Vale anche per questo dato il dubbio espresso nella nota n. 2.

[5] Per i dati sulla diffusione dell’italiano nella rete della Società Dante Alighieri rimandiamo al rapporto della ricerca recentemente realizzata e presentata (Società Dante Alighieri, 1999), discussi anche in § 4.3.3.

[6] Sta in questo dato una delle giustificazioni del successo che ha una proposta formativa come il diploma DITALS di certificazione della competenza professionale dei docenti, diretta dalla dott.ssa P.A. Diadori,  realizzata dall’Università per Stranieri di Siena e nata per rispondere in termini di qualificazione professionale proprio alle esigenze di questa fascia di pubblico.

[7] I dati presentati nelle tabb. nn. 36-40 sono stati forniti da un numero limitato di IIC.

[8] Il secondo tipo di borse comprende quelle concesse dai paesi stranieri a cittadini italiani per permettere loro di studiare all’estero, nel paese da cui viene concessa la borsa di studio. Sono gestite tramite comitati misti le cui riunioni si svolgono presso il MAE.