6. Quadro normativo della diffusione dell’italiano all’estero

 

 

 

6.1 Premessa

 

In questo paragrafo daremo una rapida scorsa alla legislazione, promulgata dallo Stato italiano, avente per oggetto le norme riguardanti gli Istituti Italiani di Cultura (d’ora in poi, IIC). Ci spinge a tale sintetica ricognizione la necessità di richiamare gli elementi fondamentali di tipo normativo che costituiscono il quadro entro il quale si muovono gli interventi di promozione della lingua / cultura italiana. Tale elemento normativo entra a pieno titolo nella prospettiva del mercato delle lingue, adottata da Italiano 2000, proprio perché l’indagine ha affidato un ruolo centrale agli IIC, soggetti istituzionali che possono svolgere la propria azione solo entro i parametri indicati a livello normativo. Questo, pertanto, viene ad avere un ruolo decisivo per definire lo stato dell’italiano diffuso fra gli stranieri e per posizionarlo nelle dinamiche di competizione con le altre lingue a grande diffusione internazionale.

Oltre alla legge 22 dicembre 1990 n. 401, verranno ricordati altri strumenti legislativi che nel tempo hanno modificato o integrato la suddetta legge; per un’analisi di aspetti particolarmente importanti riguardanti gli IIC, sono stati presi in considerazione anche Disegni di Legge, spunti e suggerimenti recuperati da conferenze aventi per tema il processo di loro riorganizzazione messo in atto negli ultimi anni[1].

Quella che segue non vuole essere un'analisi giuridica. Il motivo per cui si riportano ed analizzano le norme che riguardano gli IIC è triplice.

Il primo è che si vuole presentare il quadro normativo che ha contribuito a definire l'attuale situazione delle attività degli IIC. Il secondo è che i risultati dell’indagine Italiano 2000 vanno sì analizzati secondo criteri di quantità e di qualità, ma sicuramente il punto di vista deve tener conto del filtro della legislazione in vigore per non arrivare a produrre interpretazioni falsate dei risultati. Infine, l’ultimo motivo è quello di verificare se, ancora oggi, il quadro normativo sia adeguato per gestire, attraverso gli IIC, le eventuali mutate esigenze di tutti i molteplici pubblici dell’italiano L2 nonché se le norme per la diffusione della lingua e della cultura italiana siano appropriate alla richiesta del mercato delle lingue. Corollario di tale motivo è l’individuazione di spazi normativi per  dar corso a nuove iniziative in funzione delle caratteristiche dei pubblici e già contemplate dalle leggi vigenti.



[1] I testi nomativi utilizzati / discussi sono riportati nella Parte quarta – Allegati.