5. Metodi e strumenti della rilevazione

 

 

 

5.6 Gli informanti dell’indagine

 

Come informanti sono stati presi gli Istituti Italiani di Cultura, destinando a loro una serie di questionari che consentissero la raccolta diretta dei propri dati, la disseminazione presso altre agenzie formative e culturali, la raccolta indiretta dei dati provenienti dalle altre agenzie. Si è venuta a creare, in tal modo, una situazione per cui gli Istituti Italiani di Cultura rappresentano non solo il destinatario primario dell’indagine, ma anche il tramite per raggiungere altri soggetti o comunque per acquisire informazioni sulla rete dell’offerta formativa non dipendente, in sede locale, dalle istituzioni italiane. Ci riferiamo alle università, alle agenzie private, a tutte le altre agenzie culturali.

Ribadiamo che la scelta di prendere come informanti non i destinatari finali delle iniziative per la diffusione dell’italiano L2, cioè non gli stranieri in contatto con la nostra lingua / cultura, ma dei testimoni privilegiati è stata dovuta innanzitutto alle limitate risorse a disposizione per Italiano 2000. A questo motivo se ne è aggiunto un altro che ha indirizzato, fra i possibili testimoni privilegiati, agli Istituti Italiani di Cultura. All’interno del sistema della diffusione della nostra lingua nel mondo, infatti, questi sono collocati in una posizione strategica, che li rende osservatori privilegiati dei mutamenti in corso, attori protagonisti di tali dinamiche, soggetti fortemente sensibili alle modifiche strutturali che intervengono nel sistema. In più, gli Istituti Italiani di Cultura sono soggetti istituzionali, emanazioni dello Stato italiano con il compito specifico di promuovere la nostra lingua / cultura: ricorrendo alla metafora del mercato delle lingue, essi hanno istituzionalmente il compito di essere protagonisti di tale mercato. Da tale posizione gli Istituti possono mettere in atto la funzione di osservazione diretta, immediata sui bisogni formativi in italiano L2 che sono messi in luce nei territori di loro competenza, sulle novità che vi intervengono, e possono rispondervi mettendo in atto specifiche, concrete risposte. Da qui la loro duplice natura: essere osservatori delle dinamiche dell’italiano diffuso fra stranieri e, contemporaneamente, essere soggetti che intervengono attivamente in tali processi. Per questi motivi consideriamo gli Istituti Italiani di Cultura testimoni privilegiati e pertanto aventi un ruolo primario nell’indagine Italiano 2000: la portata generale dell’indagine, il suo estendersi sull’intera rete dell’italiano nel mondo consente di acquisire dati dai singoli punti di raccolta delle informazioni (i singoli Istituti) e, di rimando, li restituisce in forma generale, consentendo ai singoli di inquadrare la propria azione entro il contesto globale della diffusione della nostra lingua / cultura.

Considerato il ruolo centrale degli Istituti Italiani di Cultura in Italiano 2000, in quanto informanti principali e in ugual misura destinatari dei risultati, è doveroso un ringraziamento per l’impegno profuso nell’inchiesta, che si è aggiunta alle loro normali attività di gestione culturale e formativa. L’adesione degli Istituti Italiani di Cultura va salutata come un segnale forte della volontà di collocare la propria azione sempre entro il più aggiornato quadro generale dell’italiano nel mondo. Va segnalato, comunque, che alcuni Istituti Italiani di Cultura non hanno aderito, sia a causa di motivi intrinseci (la recentissima costituzione, ad esempio), sia con motivazioni varie, spesso riconducibili alla limitatezza di risorse disponibili per le attività degli Istituti.

La rilevazione è stata proposta a 90 Istituti Italiani di Cultura. Di questi hanno risposto 63 pari al 70 %.

Il questionario è stato inviato anche ad ambasciate e consolati in maniera da coprire l’intera area degli Stati che vedono rappresentanze istituzionali italiane.